
Ogni pianta, o meglio ogni parte della pianta, contiene delle sostanze specifiche, il loro insieme viene definito Fitocomplesso.
Alcune di queste sostanze hanno la capacità di interagire col nostro metabolismo in modi che possono essere benefici o tossici.
Le sostanze che hanno effetto sul metabolismo umano vengono dette Principi Attivi e possono essere di varia natura, con caratteristiche e metodi di estrazione diversi.
Anticamente nelle “officine farmaceutiche” si estraevano da alcune piante, dette appunto “Officinali”, i Principi Attivi che venivano utilizzati nella medicina popolare. Oggi il termine Pianta Officinale è esteso anche alle piante aromatiche.
Vediamo ora alcuni dei metodi che si possono utilizzare per estrarre i principi attivi dalle piante rendendoli utilizzabili dal nostro organismo.
Quando mangiamo frutta e verdura abbiamo accesso diretto a principi attivi e nutrienti delle piante, ma non tutte le parti della pianta si possono mangiare così come sono, abbiamo quindi diversi sistemi per renderle fruibili dal nostro organismo.
Infuso
E’ il metodo più semplice e più noto per estrarre i principi attivi, si utilizza generalmente con foglie, fiori o altre parti molli della pianta.
Consiste nel versare acqua bollente sulle parti della pianta da cui si vogliono estrarre i principi attivi e lasciandole in infusione per un tempo che può variare dai 5 ai 15 minuti a seconda del tipo di pianta e del principio attivo che si vuole estrarre.
Un esempio sono il tè (di cui si usano le foglie) e la camomilla (di cui si usa il fiore)
Decotto
Questo procedimento si usa per le parti più “coriacee” della pianta come radici, cortecce, legni, semi..
Si tratta di mettere le parti della pianta in acqua fredda e far bollire per un tempo che, anche qui, varia a seconda della pianta e del principio attivo da estrarre; generalmente questo tempo va dai 5 ai 10-20 minuti di ebollizione seguita generalmente da un’infusione di 10-20 minuti.
Un esempio di decotto è quello di foglie di malva che essendo piuttosto “robuiste” non rilascerebbero i loro principi con un semplice infuso.
Tisane
Un tipo particolare di infuso è la Tisana, in questo caso i principi attivi sono estratti da diverse essenze miscelate in proporzioni variabili e non da una sola pianta.
Generalmente le tisane raggruppano piante con principi attivi complementari fra loro e adatti per un effetto specifico, ad esempio tisane con effetto balsamico con menta, tiglio, eucalipto...
Macerazioni
Le macerazioni sono sistemi di estrazione effettuate con solventi che possono essere diversi dall’acqua, come alcool, vino, olio...
Con questo metodo l’estrazione avviene lentamente, il tempo di macerazione può variare dai 10-15 giorni arrivando fino a 30-60 giorni nei quali la parte della pianta è immersa nel solvente che ne estrae i principi attivi e ne impedisce il contatto con l’aria e quindi la degenerazione.
Esempi di macerazione sono gli amari alle erbe, dove le piante vengono lasciate a macerare nell’alcool o in un liquore (nocino, mirto, grappa al mirtillo...), o gli oli aromatizzati ad esempio al peperoncino o al rosmarino.
Fumenti, Suffumigi
Un altro sistema di somministrazione dei principi attivi di una pianta è quello dei suffumigi, sistema con cui si inalano i vapori di un infuso.
Si usa generalmente il classico asciugamani che copre la testa e la ciotola con l’infuso in modo da creare un ambiente saturo del vapore in cui si fanno profondi respiri in modo che il principio attivo raggiunga tutto l’albero respiratorio, si usano generalmente infusi balsamici.
Si possono fare fumenti anche per ottenere un effetto di pulizia della pelle del viso utilizzando piante con azione antisettica, depurativa e lenitiva (es. malva, timo...)
Impacchi
Gli impacchi, o cataplasmi, si effettuano applicando la parte solida di un decotto caldo (non ustionante), di solito semi interi o macinati o erbe infuse, sulla parte del corpo da trattare.
A seconda del tipo di principio i cataplasmi possono avere effetto antiinfiammatorio, lenitivo, decongestionante
Bagni
Si possono usare erbe anche per fare dei bagni, completi o parziali (es. pediluvi).
L’aggiunta di alcune sostanze all’acqua può dare effetti benefici.
Ad esempio l’aggiunta di crusca o amido è utile per ridurre sfoghi cutanei nei bambini, per ammorbidire la pelle e contro il prurito.
Fumigazioni
Un metodo di estrazione particolare è quello della fumigazione, cioè quello di bruciare su appositi carboncini posti in un braciere determinate erbe o resine (incenso, canfora...) che hanno l’effetto di disinfettare e “aromatizzare” gli ambienti.
Gli Oli essenziali
Altri sistemi di estrazione dei principi attivi sono più complessi e necessitano attrezzature e conoscenze specializzate.
Un esempio sono gli oli essenziali, sostanze volatili molto concentrate di principio attivo che si ottengono dalle varie parti delle piante con un processo particolare di distillazione.
Questi preparati sono molto concentrati e vanno usati con precauzione, è quindi buona norma stare molto attenti e consultare un erborista in caso di dubbi sul loro uso per evitare problemi.